LUCKY STAR
Ma guardatela.
Una ragazzina di buona famiglia vendutasi al rock and roll.
Pelle bianchissima e lineamenti perfetti, elmetto di capelli corvini, labbra scure e luccicanti come il mare sotto la luna e lo sguardo divertito di chi la sa lunga.
O perlomeno così crede.
“Non fanno altro che raccontarmi di te, Roessler. A sentirli si direbbe che sei un tale genio che solo per ringraziarti della tua esistenza dovrei succhiartelo seduta stante.”
Dimenticavo. Ha anche una lingua parecchio appuntita.
“Ah non avrei nulla in contrario, per principio. Purtroppo per te temo di essere un tantino attempato per certi sfizi adolescenziali. Ma se ti interessa posso proporti un divertimento alternativo.”
“Per esempio?”
“Mai sentito parlare del successo?”
“Vagamente. Lo preferiresti al sesso?”
“Decisamente.”
“Hai delle curiose preferenze.”
“Si può godere anche per così poco.”
“D’accordo, ma perché limitarsi?”
Vi presento Loverdose. Quella che chiamereste la Next Big Thing.
L’ho scoperta per caso, come capita regolarmente. Ti trovi per pura fatalità in un posto e improvvisamente vedi qualcuno che ti fa tremare le vertebre. Nessuno sa per certo dove possano sbocciare i talenti, non esiste un metodo scientifico per scovarli. Guardarsi bene intorno non basta. Potrebbero nascondersi dappertutto.
E pensare che non stavo nemmeno lavorando… Ero in un locale a sciogliermi nella birra, con un paio di vecchi amici. Ed ecco che dal nulla questo angelo appare sul palco. Attacca a cantare e scatena una forma di ipnosi generalizzata, un colpo di fulmine collettivo.
Mi piace pensare che la mia presenza in quel posto e in quel momento non fosse casuale. Che fossi lì per qualche motivo di ordine superiore. Noi palloni gonfiati del music business andiamo matti per questo genere di cazzate.
Il cameriere arriva con le portate. Insalata di mare per me, tartare di manzo per lei. Ci versano due bicchieri di vino. Il mio è un Vermentino, davvero ottimo. Anche l’insalata di mare è squisita. Il ristorante è tutto per noi.
La vita sa essere molto piacevole, a volte.
“Tu eri a quel concerto al Blackwell’s. Mi ricordo di te.”
“Stonavo così tanto col contesto?”
“No, eri solo ubriaco. Ti ho visto inciampare e volare lungo disteso sul pavimento. Ridevano tutti, saremo stati in cinquanta.”
“Un ottimo biglietto da visita.”
“Secondo te perché ho accettato di vederti?”
“Non saprei.”
“Prova a indovinare.”
“Qualcuno ti ha raccontato che ho un uccello enorme?”
“No, non l’uccello. Ma qualcos’altro di notevole sembri proprio possederlo.”
“Sarà l’X-Factor. Sai com’è, mica è solo prerogativa di voi menestrelli.”
“Tu eri lì. Prima di tutti gli altri.”
“Fatalità.”
“Forse. Ma da quel che mi dicono pare che abbiate la bacchetta magica.”
“Non esageriamo. Abbiamo solo studiato a fondo le tecniche di Houdini.”
“Dai, sul serio.”
“Sul serio. Ci lasciamo ispirare dal momento.”
“E in questo momento sei ispirato?”
“Moderatamente.”
Non guardatemi così. Mica posso sbavarle addosso.
“Raccontami i progetti che avresti in mente per me.”
“Vuoi che ti sciorini una per una tutte le stronzate di rito?”
“Perché no. È divertente osservare i discografici mentre le sparano grosse.”
“Sono assolutamente d’accordo. Però noi non siamo discografici.”
“Si, scusa. Non volevo offenderti. So bene cosa siete voialtri.”
“Ovvero cosa?”
“Professionisti.”
“Professionisti di cosa?”
“Beh, c’è l’imbarazzo della scelta. Creare strategie. Manipolare i media. Trovare nuove opportunità. Coordinare gruppi di lavoro. Cose così.”
“Non mi dire. Sai già tutto.”
“Siete il fottuto A-Team.”
“Non vorrei deluderti, ma non siamo infallibili come si vede nei telefilms.”
“Non fare il modesto. So bene con chi lavorate.”
“Non farti impressionare. Le formule per fare successo non esistono e difficilmente le idee che funzionano sono riutilizzabili. Può sempre darsi che abbiamo solo avuto culo.”
“Non credo.”
“Allora diciamo un gran culo.”
“Ma finiscila. Avete messo degli sconosciuti in top 40. I vostri viral video generano milioni di visualizzazioni. Lo scorso anno quattordici vostri clienti sono entrati nelle classifiche dei singoli più venduti. E che clienti… Questo non è culo, questo è talento.”
“È curioso. Dovrei essere io a convincerti a lavorare con noi. E dovrei essere io a sapere tutto di te. Invece pare che sia proprio l’opposto.”
Il suo sorriso, lo devo dire, è proprio incantevole.
“Mi piaci molto, Roessler. Mi piaci a partire dal tuo nome. Suona così… Imponente.”
“Aspetta di conoscere Tenenbaum. Il suo è più imponente ancora.”
“Cazzo, sì.”
E scoppia a ridere.
“Che c’è?”
“Lo vedi. Avete pure Mister T.”